Vetrina ed espositori, croce e delizia.


Grafica mia, software Canva.

In un post precedente avevo parlato dell’immagine del salone intesa in senso generico, come “la sensazione di accoglienza e professionalità che dovrebbe trasmettere qualsiasi azienda che accolga al proprio interno i clienti”.

I parrucchieri spesso mi chiedono: “Nicola, ogni quanto dovrei cambiare la vetrina, come la organizzo?”, “Dove appendo le immagini, i poster, i banner?”, “Come colloco i prodotti sull’espositore? Quanti prodotti, in che ordine?” E via così.

Le risposte non sono formule magiche in mano ad alcuni guru della vendita o dell’immagine, tutt'altro, tutti i parrucchieri le conoscono (?).

Qui vorrei dare il contributo visto dalla mia parte, dalla parte di chi ogni giorno guarda, vede, scruta e analizza mediamente una decina di aziende/saloni.

La dimensione o il numero dei dipendenti non sono rilevanti per l’argomento.


1. Il salone ha la vetrina.


Come organizzo la vetrina?

L’unica regola è di evitare il sovraccarico di materiali. Primo, perché il cliente dall’esterno non deve risolvere un rompicapo enigmistico ma in pochi secondi dovrebbe capire cosa “offre la casa”. Secondo, perché alla luce solare qualsiasi materiale rischia di deteriorasi, sbiadirsi ed invecchiare molto in fretta. Terzo, perché il caos distrae mentre la semplicità focalizza l’attenzione.


Ogni quanto rinnovo la vetrina?

Ogni volta che il salone offre iniziative nuove: può essere ogni settimana, mese e per assurdo anche ogni giorno. Fondamentale: esporre ciò che realmente si è in grado di proporre ai clienti.

È facile cedere al desiderio di “mettere tutto quello che mi regalano le aziende”: se si fa solo la metà di ciò che si espone, immaginate la scena di un cliente che dovesse richiedere proprio un servizio esposto in vetrina ma che lo staff non è in grado di erogare. La figuraccia è assicurata e la professionalità se ne va in malora.


2. I poster, le immagini, i banner etc.


Dove li appendo?

Simile al punto precedente. Non importa dove, importa che l’immagine abbia coerenza con l’attività svolta.

Sarebbe coerente un poster di un vitello in un ristorante vegano? L’ho buttata sull’assurdo ma il concetto è chiaro. NO, coerenza ZERO.


3. Esposizione prodotti.


“Come allestisco gli espositori?”

L’espositore è una vetrina senza vetro, dico io. NO agli oggetti appesi tipo mercato rionale che nulla hanno a che fare con i capelli. NO ad espositori dell’azienda XXX con sopra prodotti di YYY: coerenza ZERO e confusione del cliente (forse la conseguenza peggiore). L’espositore deve brillare ed essere pulito quotidianamente perché l’occhio cade subito sulle fatidiche mensole: se vedo capelli o polvere significa che la pulizia è poco contemplata, con una ricaduta sapete dove? SI, sulla percezione di professionalità.


“Come dispongo i prodotti?”

Le aziende rilasciano linee guida specifiche.

Io le ho per ciascuno dei brand che rappresento.

Fatevi sotto se avete domande da fare, dubbi da sollevare o esperienze da raccontare.

Qui nessuno giudica nessuno.

Sapete come trovarmi.

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