Quando il cliente brancola nel buio.


Un’amica, con tono a metà tra lo sorpreso e l'incavolato: “Sai Nicola, sono stata dal parrucchiere e per il colore ho speso 80€, una follia, ma ti pare giusto?”

Chiedo: “Hai chiesto quali servizi ti hanno fatto?”

Amica: “Il parrucchiere mi ha detto che avrebbe fatto solo il colore.”

Dico: “Onestamente mi sembra strano che, come mi dici tu, solo per un colore ti abbiamo chiesto quella cifra. Non discuto la professionalità di chi ti ha servita ma la cifra è obiettivamente alta, per cui penso che abbiano completato il servizio con altri servizi dei quali non sei stata messa al corrente."

Chiedo: “Hai preso visione del listino prezzi prima di sederti?”

Amica: “No, non l’ho visto e non so nemmeno se ci fosse, mi sono (af)fidata”.

Chiedo: “Ti hanno mostrato un elenco, una lista, un menù dei servizi disponibili?”

Amica: “No.”

Dico: “Ti sei affidata e fidata ed ora sei pure arrabbiata”.

La buona fede di entrambi secondo me è fuori discussione.

Però chiedo ancora: “Sei mai stata in un ristorante ed hai mangiato pietanze “ad occhi chiusi” senza prima leggere il menù?

Amica: “Mai”.

Ecco, si è risposta da sola.

Come è possibile che molti parrucchieri - sono veramente tanti, parola mia - ancora non concepiscano l’importanza del menù o come lo si voglia chiamare, dove esporre tutto ciò che sono in grado di offrire al cliente?

Vedo “listini prezzi” appoggiati su mensole a 2m e mezzo di altezza, magari pure sbiaditi, incompleti ed aggiornati a 2/3 anni fa: chi mai potrà leggerli? Che immagine si fa la clientela?

Perché molti clienti si siedono in poltrona e brancolano nel buio, non sapendo prima dettagliatamente quali servizi verranno effettuati e - soprattuto - a quali prezzi?

Il parrucchiere, ahimé, penso sia ancora diffidente verso certi strumenti, non ritenendoli utili o addirittura vedendoli come una scocciatura.

Essere approssimativi e puntare tutto sul “tanto il cliente si fida di me” spesso può creare situazioni spiacevoli, può creare clienti insoddisfatti e può portare quegli stessi clienti nel salone concorrente.

Verba volant, scripta manent”.

Diciamo pure "carta canta."

Il cliente non contesterà mai ciò che in precedenza ha letto nel menù e che ha magicamente scelto con il “ditino puntato”.

Da domani spero che più nessuno venga da me a lamentarsi come successo con la mia amica.


32 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti