Non farlo se non sai farlo come si deve.


Qual’è l’ambiente virtuale, il social network più conosciuto, più utilizzato, più chiacchierato ma anche più “pericoloso”? Facebook.

Lo descrivo calandolo nella quotidianità dell’azienda-parrucchiere on line.

I primi tre aggettivi non occorre spiegarli.

Perché ho scritto che è anche il più “pericoloso”?

Semplice: tanti più sono gli occhi che ci osservano, tanto più è necessario muoversi con cautela, precisione, professionalità, autorevolezza e trasparenza.

Alla prima gaffe commessa...zzzzac, arriva la valanga di critiche, commenti negativi, passaparola tipo “Ma guarda cosa scrive quel parrucchiere nella pagina della sua azienda!”, “Ma tu andresti a farti i capelli in quel negozio?”, “Ho cercato l’indirizzo sulla mappa e mi ha portato dalla parte opposta della città” etc.

Ripeto spesso a mia figlia di quasi sei anni quando vuole aiutarmi ad apparecchiare la tavola: “Se devi farlo male lascia stare, non fare nulla. Risparmiamo tempo e fatica.”

Fa gola poter dire “sono su Facebook”.

Una azienda non è una persona, l'immagine (ancor di più se ripetuta nel tempo) del caffè con la brioche ed il “Buongiorno a cuore” ci sta d’incastro nel profilo Facebook personale ma sicuramente non aumenta la credibilità e la professionalità di una pagina Facebook aziendale. Anzi, la abbassa.


Un mese fa ho fatto un esperimento.


Dopo aver scandagliato Facebook ho raccolto gli indirizzi email di 10 saloni a caso ed ho scritto a ciascuno la stessa email di presentazione.

Da quanti ho ricevuto risposta? Nessuno.

Mi sono chiesto come mai ipotizzando queste motivazioni:

  • indirizzo email scaduto o non corretto (segnale di TRASCURATEZZA)

  • in salone non è contemplata una figura addetta alle “relazioni esterne” (segnale di SCARSA ORGANIZZAZIONE)

  • la mail è stata letta senza prendere in considerazione almeno una riposta di cortesia (segnale di SUPERFICIALITÀ)

  • il parrucchiere ancora pensa che le forbici ed il pettine siano incompatibili con la tecnologia (segnale di ARRETRATEZZA)

Quei 10 saloni deduco che abbiano inserito la propria email nella pagina Facebook così, tanto per, tanto perché “lo fanno tutti gli altri”.

Che immagine mi hanno trasmesso quei 10 saloni? Pessima.

Ho fatto solamente l’esempio delle email. Potrei scrivere pagine su pagine elencando gli errori che saltano agli occhi girovagando sui profili Facebook dei saloni.

Immaginate quanti clienti stanno perdendo quei saloni.

Clienti che per comunicare utilizzano l’email ma che vengono regolarmente “ignorati”.

Chiamatemi o scrivetemi per qualsiasi approfondimento sul tema Facebook…sicuramente vi risponderò.


25 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti