L'ambiente ripaga e il cliente paga.

Premessa: questo post non è una critica o una forma di disprezzo per i saloni che ho visitato e visiterò nel mio percorso lavorativo ma una osservazione "da fuori", dall'esterno, come se io fossi il cliente.

Ho trovato in pochi secondi alcune immagini (le trovate qui sotto, estratte da Pinterest) di aziende (non esiste solo la parola "salone"!) che mi hanno colpito e...affondato.

Se dovessi entrare in uno di quei cinque "ambienti" non sarei sorpreso di pagare una cifra superiore per il medesimo servizio ricevuto in un "ambiente normale".

Perché non sarei sorpreso? Perché anche la cura, l'originalità, la ricercatezza, il dettaglio dell'ambiente di lavoro predispongono già il cliente a pagare "qualcosa in più" e soprattutto a farlo senza alcuna obiezione, capito, senza alcuna obiezione!

Mi capita di entrare in saloni che, istintivamente, non trasmettono personalità, non trasmettono una linea stilistica, non mi comunicano nulla che possa giustificare il prezzo dei servizi o, ancor peggio, mi fanno presagire che i servizi offerti siano di scarsa qualità e di basso costo, in due parole: senza identità.

Se si vuole essere (ri)pagati per la professionalità e l'impegno occorre però anche investire per rendere l'ambiente di lavoro il più "all'altezza" possibile.


  • No all'ambiente stile bazar, disordinato e con "di tutto un po'".

  • Si all'ambiente unico, coerente, armonioso dove la ricerca del design sia percepibile.


Sia chiaro, lo stesso discorso cerco di applicarlo alla mia persona quando esco di casa al mattino per andare dai clienti.






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