In ciabatte si, ma al mare!

Quando entriamo in una attività commerciale in cui gli addetti alla vendita sono dietro ad un bancone, sicuramente il nostro occhio non finisce sui piedi dell'addetto.

Si, ho detto piedi.

Quando entriamo in una attività commerciale in cui gli addetti alla vendita sono esposti e totalmente esposti alla nostra vista (negozio di calzature, abbigliamento, atelier, etc.), una rapida occhiata al look di chi ci accoglie la diamo sicuramente e altrettanto sicuramente la diamo ai piedi...ed a ciò che i piedi indossano.

Per citare due nomi a caso: entrando da Cartier o Louis Vouitton vi aspettate che ad accogliervi ci sia una persona in infradito, in sandali o in ciabattine bianche imbottite?

Penso proprio di no. In caso contrario quella persona sarebbe immediatamente licenziata.

Non perché io conosca il direttore della boutique ma perché (ne son certo!) non è in linea con lo stile del marchio/negozio che rappresenta.


PUNTO CRUCIALE: un parrucchiere cosa fa in più rispetto ad un commesso di una boutique?

Una marea di cose in più, una marea!

Il parrucchiere accoglie, consiglia, coccola, tocca, cura, crea, aiuta il cliente: un paio di ciabatte è in linea con tutto ciò, è in linea con una persona (il parrucchiere) che per definizione è l'emblema dello stile? No, no e poi no!

Il cliente accolto in ciabatte si aspetta (ecco che si innesca il problema della aspettativa) di pagare 15€ per un servizio di colorazione professionale e non i 40, 50, 80 o tutti gli € che volete.

Sia chiaro, se ad un professionista piace accogliere i clienti in ciabatte, si sente sereno, si sente sicuro, si sente "all'altezza", per carità continui pure a farlo, ma non pretenda di intraprendere il percorso in grado di trasformare il proprio negozio in una vera e propria "Boutique del capello".


Se volete approfondiamo l'argomento: sapete come trovarmi.

Grafica mia, software Canva.

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