Il buongiorno (non) si vede dallo sconto.

Aggiornato il: apr 17

Può succedere, facendo visita a clienti (e non), di essere accolto con la frase "Che sconto mi fai oggi?".

Non dico che questa frase sostituisca il "ciao" o il "buongiorno" ma poco ci manca.

Come reagireste se i vostri clienti, appena varcata la soglia del salone vi facessero quella dolcissima, modestissima, raffinatissima, rispettosissima domanda?

Vi sentireste ancora considerati come professionisti oppure come oggetti di contrattazione?

La vostra autostima decollerebbe verso la luna o scenderebbe sotto i piedi?

Conosco le risposte al 100% senza margine di errore.


Qui sotto la definizione di sconto:

Diminuzione del prezzo, per lo più percentuale, concessa per ragioni particolari....(https://www.treccani.it/vocabolario/sconto/)

Ho sottolineato "per ragioni particolari" ad indicare che non è un atto dovuto, non è una abitudine, non è una condizione obbligatoria ottenere lo sconto.


Prodotti e servizi hanno un prezzo e la percezione del prezzo è sempre soggettiva.

  • Il prezzo è troppo alto. Ci si può rivolgere a fornitori più economici. Ci si può rivolgere al parrucchiere più economico.

  • Il prezzo è troppo alto, l'azienda dovrebbe abbassarlo. Non ci è dato entrare nelle strategie commerciali delle aziende (anche il parrucchiere è azienda).

  • "Mi fai colore e piega per 30€ massimo?" Qui si potrebbe rispondere in almeno 10 modi diversi che per educazione non elenco.

  • I tuoi concorrenti hanno prezzi più bassi ma ci piace il prodotto, il servizio e l'azienda, come si potrebbe fare? Ecco, questa è una domanda utile e costruttiva. In questo caso se ne parla assieme e si valutano le condizioni migliori per entrambi, per entrambi, per entrambi, per entrambi: per il parrucchiere (cliente) e per l'azienda (fornitore) o per il cliente finale (cliente) ed il parrucchiere (fornitore).

Un prezzo è determinato da diversi fattori: ricerca e sviluppo, materie prime (se si tratta di prodotti fisici), costi di distribuzione, costi di marketing e pubblicità, costi della forza lavoro aziendale, prestigio del marchio/brand (punto importantissimo questo: un salone prestigioso, rinomato e figo può giustamente avere "prezzi alti"dato che il suo posizionamento nel mercato assieme ai fattori che ho elencato in precedenza lo consentono) etc.


È lecito interessarsi, capire e chiedere la possibilità di ottenere uno sconto sul prezzo.

Ben diverso è impostare un rapporto commerciale sullo sconto dato che, a furia di "trattare, barattare e abbassare", il rapporto tra il cliente e il fornitore presto o tardi si sfilaccerà con danno economico per entrambi.


La parola magica di questo post è POSIZIONAMENTO: ad essa dedicherò un post a parte.


Grafica mia, software Canva.

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